4 Marzo 2018 - 10 Aprile 2019…. Un anno è già passato….
No non è un necrologico, nè tanto meno una frase della famosa canzone di Jovanotti.È semplicemente la data del famoso giorno in cui è iniziato? pian pianino, ma tanto atteso, cambiamento. Si cari lettori, il Cambiamento, il sostantivo maschile più utilizzato negli ultimi anni, tanto gridato,
anzi urlato, o per meglio dire ragliato, dalla maggior parte degli attori politici.
Un anno esatto da quando il Paese, con una pessima legge elettorale, si è recata alle urne e dopo ben 88 giorni, ( la più lunga crisi nella storia della Repubblica) è nato finalmente il 1 giugno il sessantacinquesimo governo della Repubblica Italiana, la XVIII legislatura.
Prima di passare ad analizzare quest’ anno di Governo, sarebbe utile ricordare come sono passati quei famosi 88 giorni, soprattutto sarebbe utile evidenziare quali sono state le conseguenze. Ma si sa, noi italiani abbiamo memoria corta, non ci importa del passato, nè tanto meno ci importa provare a comprendere i processi decisionali, a noi piace vivere il presente, dimenticare il passato e ignorare il più possibile il futuro.
Ne consegue la scelta dei governati, degni rappresentanti della società.
Ma dicevamo, dopo un anno dalle elezioni proviamo a tracciare un bilancio di questo esecutivo.
Ciò che appare evidente, (non serve essere affermati politologi) sono le enormi anomalie dell’ assetto politico costituzionale. In primis, questo è un governo diviso su tutto, (elenco per questioni di spazio le ultime divergenze, sulla Tav ,sullo ius soli, e sulla Cina, sull’ Euro, ma potrei continuare )…
Vi sembra poco essere divisi completamente sulla politica Estera? Mha…
Altra anomalia è la mancanza quasi totale dell’opposizione. Non perché i rappresentanti delle opposizioni non siano stati scelti il 4 marzo, ma perché una forza politica che è all’opposizione è tale solo se è capace di presentare un offerta politica alternativa seria e credibile.
Personalmente mi sono accorto della presenza dell’opposizione il giorno in cui alla Camera dei Deputati autorevoli esponenti del PD, Fiano, Marattin e Molteni vengono separati da altri deputati della maggioranza e da membri del Governo. Rissa sfiorata. Si avete letto bene. Rissa.
Causa della pessima immagine è che il trio, autoproclamatosi portavoce dell’opposizione, lamenta la mortificazione del Governo verso il parlamento, cioè chiedevano più tempo a disposizione in discussione generale, ( per la legge di bilancio) data l ‘impossibilità di votare gli emendamenti in commissione. Non ne avevano tutti i torti sinceramente, ma sappiamo tutti che si rischiava, e abbiamo rischiato seriamente, l ‘esercizio provvisorio.
Ma il campanello d’allarme c’è stato.
Altra anomalia frutto del Governo del cambiamento e che Parlamento e Consiglio dei ministri hanno appaltato, o meglio delegato le loro funzione ai vertici delle due forze politiche al governo. Sembra poco? Vabbè.
Ma torniamo al Governo.
Come ho detto più volte , questo è stato battezzato “Governo del cambiamento”, si ma a Palazzo Chigi il cambiamento è stato in negativo, si lavora di meno e si è meno produttivi.
Vi chiederete giustamente come faccio a misurare l’attività politica di Governo ?
Ho semplicemente studiato le analisi realizzate da agenzie parlamentari ufficiali. (non di partito, o piattaforme varie)…
Appena si incomincia ad analizzare i documenti, anche i più distratti, si renderanno conto che traspare in maniera chiara ed inequivocabile che in nove mesi di attività legislativa la XVIII legislatura ha approvato poco meno di una trentina di leggi. L’ultimo mese analizzato è gennaio 2019, 7 leggi.
Ma non fermiamoci alle leggi approvate, vi invito ad addentrarvi nel merito di cosa è stato approvato…..
Bhe ciò che appare evidente, chiaro, e ahimè tragico, è la marginalità del parlamento.
Nella moggior parte dei casi, (nella totalità direi) la sua attività è consistita solo ed esclusivamente alla mera ratifica di trattati internazionali, sui quali ovviamente le due aule hanno un influenza marginale. Se vogliamo proprio spingerci per giustificare la loro “utile?” presenza in aula possiamo dire che si sono scomodati di convertire decreti legge del governo.
E infatti possiamo dire che nel mese di gennaio il governo Conte si è riunito molto, le questioni erano molte e delicate….in primis il famoso caso Carige, per poi passare ai decreti collegati alla manovra finaziaria, non per ultimo le nomine a capo di autorità o agenzie pubbliche.
Ma ciò che appare subito evidente e che , nonostante il numero degli incontri sia rimasto nella media con quanto fatto in passato, quello che cambia fortemente è la loro cortissima durata…. 30 minuti .
Ma aspettate, la cosa che lascia più perplessi sono stati gli 8 minuti di consiglio dei ministri per deliberare il decreto salva-Carige. (in totale le riunioni del consiglio dei ministri sono durati mediamete 30 minuti)
Con questo cosa voglio dire vi chiederete giustamente. Molto facile ed elementare. E’ che le riunioni del consiglio dei ministri siano ormai diventate una semplice formalità; è passato il tempo in cui ci si confrontava e si decideva il da fare. (rottamato anche il consiglio dei ministri?)
Peccato però che fuori la realtà e differente ,anzi è peggiorata. Infatti l’ Istat ha comunicato che nel mese di febbraio 2019, il tasso di disoccupazione in Italia è cresciuto dal 10,5 al 10,7 %, quindi nel mese preso in esame le persone in cerca di occupazione sono aumentate dell’ 1,2%.
Aumentano i laureati italiani che si trasferiscono definitivamente all’estero.
Negli ultimi 5 anni (sempre dati Istat) i laureati che ha perso l’Italia complessivamente sono 156mila.
La produzione industriale tra +0.8% a gennaio e – 0.5% a febbraio. Infatti nel primo trimestre 2019 si registra una variazione acquisita di – 0,6%, dopo il -1,1%rilevato dall’ Istat nel quarto 2018.
Questa è in parte la situazione del paese. Avranno capito i nostri governanti che un anno è passato ma soprattutto che non sono più all’opposizione e ahimè, sono diventati classe dirigenziale?
Non vorrei dare ragione ad Arthur Schopenhaur quando sosteneva “ discorsi o idee intelligenti si possono esporre soltanto a una società intelligente; nella comune invece riescono odiosi poiché per piacere a questa è assolutamente necessario essere superficiali e di cervello limitato”
Aspettiamo con ansia le loro ricette magiche tanto annunciate in campagna elettorale, dove bastava un tweet per risolvere problemi complessi. E noi ovviamente applaudivamo.
Silvio Bellano